Verso il G20: quali consigli per i leader mondiali?

13 Giugno 2017
(Foto: g20.org)

Manca meno di un mese al summit del G20 in Germania e in vista di questo appuntamento il 29 e 30 maggio si è tenuto in Germania il Think 20 (T20), l’incontro annuale di think tank e istituti di ricerca dei paesi del G20. Quest’anno il T20 tedesco (qui il programma) ha visto la presenza di oltre 500 partecipanti, tra cui quattro premi Nobel per l’economia e una nutrita rappresentanza di organizzazioni internazionali che supportano l’attività del G20 (tra gli altri l’Ocse, il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale). Oltre al summit principale, tra dicembre e marzo scorsi si sono tenuti anche una serie di incontri preparatori, allo scopo di finalizzare raccomandazioni di policy ora sintetizzate nella pubblicazione "20 Solution Proposals for the G20". Raccomandazioni che hanno toccato, tra gli altri temi, economia e finanza mondiale, lotta alle disuguaglianze, cambiamento climatico, l’Agenda di sviluppo 2030 e la digitalizzazione. Tali raccomandazioni sono state poi trasmesse ai leader del G20, che si riuniranno ad Amburgo il 7 e 8 luglio prossimi. In questo contesto, l’ISPI ha partecipato in particolare alle Task Force su Resilienza finanziaria, Commercio e investimenti e Migrazioni forzate. Quella che segue è una selezione delle raccomandazioni di policy più rilevanti del T20.

 
Stabilità finanziaria: l’Eurozona come questione globale?
Secondo il Fondo monetario internazionale, sul breve periodo i rischi di instabilità finanziaria sono nettamente diminuiti rispetto al periodo che ha preceduto la crisi finanziaria globale. Ciononostante, l’attenzione nei fori di dialogo internazionale resta alta e si riflette nelle dichiarazioni finali del G20. Da anni, infatti, il summit si chiude notando che il sistema economico e finanziario internazionale può funzionare solo se se ne migliora la resilienza (moderando il rischio di crisi finanziarie e recessioni) ma, al tempo stesso, se ne aumenta l’inclusività (riducendo cioè anche le disuguaglianze). La Task force T20 sulla Resilienza finanziaria si è concentrata sull’identificazione degli indicatori che permettono di individuare i rischi finanziari globali, sul disegno di politiche prudenziali adatte a evitare la creazione di pericolose bolle, e sul miglioramento delle politiche attive del lavoro. Nel suo intervento al T20 Summit Franco Bruni, Vicepresidente ISPI, ha posto l’accento sull’importanza dell’Eurozona e sulla necessità che i temi che riguardano la moneta unica europea vengano presi in considerazione in ambito G20. In particolare, Bruni ha posto l’accento su due possibili nuovi compiti da affidare al Meccanismo di stabilità europeo (ESM): l’adeguamento degli istituti bancari europei in difficoltà e la produzione ed emissione di nuovi "safe bond" europei.
 
Commercio: la frontiera è digitale
Se la globalizzazione sembra subire continue battute d’arresto politiche (con l’amministrazione Trump che annuncia l’uscita degli Stati Uniti dal TPP, mentre Washington e Bruxelles impongono dazi sull’acciaio cinese), il commercio internazionale quest’anno sembra in ripresa. La Banca mondiale prevede infatti per il 2017 una crescita degli scambi commerciali del 4%, ben superiore a quella del PIL globale (+2,7%) e ai livelli massimi dal 2011. Eppure, la performance avrebbe potuto probabilmente essere migliore se nel corso dell’ultimo decennio il numero di restrizioni al commercio internazionalenon fosse aumentato in misura significativa. In questo contesto, un ruolo cruciale per sostenere gli scambi internazionali sarà sempre più giocato dal commercio digitale, per cui gli spazi di crescita sono molti anche in assenza di ulteriori passi avanti su dazi e barriere non tariffarie. Per esempio, in Europa nel 2015 il 20% delle vendite al dettaglio è stato effettuato online. Nel suo contributo alla Task Force su Commercio e investimenti, Lucia Tajoli, ISPI Associate Senior Research Fellow, ha posto l’accento sulle notevoli carenze di governance, per esempio nelle regole sulla privacy e sulla protezione dal cybercrime, ostacolano la crescita potenziale di questo settore. Anche per questo, tra le proposte di policy si sollecitano i leader del G20 a individuare le best practice e a rafforzare la cooperazione internazionale nel settore del commercio digitale.
 
Migrazioni: dall’emergenza alla gestione integrata
Nel T20 di quest’anno entrano per la prima volta in maniera strutturata anche le migrazioni. In particolare, la Task Force sulle migrazioni forzate – cui ha partecipato Matteo Villa, ISPI Research Fellow – si è domandata quali misure fattibili potessero integrarsi con l’agenda "classica" del G20, affrontando il tema delle migrazioni sotto il profilo del contributo economico dei migranti nei paesi di destinazione e di transito e degli strumenti innovativi per finanziare lo sviluppo dei paesi di origine. Sotto il primo punto di vista, le raccomandazioni di policy del T20 sottolineano la necessità da parte dei paesi di transito e destinazione di sviluppare sistemi di accesso al mercato del lavoro inclusivi e flessibili, anche attraverso la creazione di Zone economiche speciali "made by refugees", create cioè dai richiedenti asilo stessi nelle regioni più vicine ai paesi di origine. Si sottolinea inoltre l’importanza di coordinare a livello sovranazionale i sistemi di riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche dei migranti. Per quanto riguarda lo sviluppo nei paesi di origine, il documento mette in luce il ruolo cruciale che possono svolgere le partnership pubblico–privato, la necessità di collegare più strettamente aiuti umanitari per affrontare le emergenze e progetti di sviluppo di più lungo respiro, e l’importanza di garantire flussi finanziari prevedibili nel medio periodo così da permettere ai rifugiati di pianificare una vita più stabile e incoraggiare le migrazioni di ritorno.
 
I leader nel G7 e G20: collaborazione cercasi
Quest’anno, l’apertura del T20 si è tenuta a un solo giorno di distanza dalla conclusione del G7 italiano (26–27 maggio). Anche per questo, gli Istituti promotori del T20 (il Kiel Institute for the World Economy e il German Development Institute) hanno chiesto all’ISPI di fungere da anello di congiunzione tra i risultati del G7 e le raccomandazioni di policy da rivolgere ai leader del G20. Franco Bruni, Vicepresidente ISPI, ha commentato l’esito del G7 di Taormina, da un lato notando come i timori della vigilia siano stati confermati per quanto riguarda i mancati impegni su cambiamento climatico e migrazioni, ma sottolineando dall’altro come sul commercio internazionale si sia riusciti a conservare le dichiarazioni anti–protezionismo che da sempre compaiono nelle conclusioni del vertice. Ulteriori passi avanti sono inoltre stati fatti in merito al contrasto al terrorismo, alla lotta alle disuguaglianze e all’inclusione di genere (leggi il discorso integrale). Ma sul piano internazionale restano ancora molti gli ostacoli da superare per tornare al clima di fiducia tra i leader che ha permesso di unire gli sforzi per superare la crisi finanziaria mondiale. Ed è proprio in questo solco, continua Bruni, che la presidenza tedesca dovrà lavorare in vista del G20 di luglio: allo scopo, cioè, di "colmare il divario tra i nostri sogni di pace e prosperità mondiale, e la complessa realtà di un passaggio difficile nelle relazioni internazionali".