L’Isis perde, l’ideologia resiste

04 Agosto 2017
Image credit: getty images

Archiviata la battaglia di Mosul, l’offensiva contro lo Stato Islamico in Siria e Iraq sta per entrare nella sua seconda, e per certi versi decisiva, fase. Il progetto di governance dell’organizzazione guidata da Abu Bakr al–Baghdadi è oramai prossimo al fallimento, con il Califfato privato di gran parte del territorio che permetteva al gruppo di spostare militanti tra Siria e Iraq, sfruttare lucrativi traffici illegali e narrarsi al contempo come una “terra promessa”. Con l’assedio di Raqqa da parte delle forze curde e con le truppe dell’esercito siriano sostenute dalle milizie sciite che continuano ad avanzare verso Deir ez–Zor, ultimo baluardo dell’Isis, la prospettiva della fine dello stato califfale ripropone importanti interrogativi circa una possibile ed ennesima mutazione del messaggio jihadista e delle organizzazioni che se ne fanno portatrici.

Mappa
 
ISPI Report
 
 
Giuliano Battiston
Giornalista e ricercatore freelance
 
 
Andrea Beccaro
College of Europe – Natolin (Varsavia)
 
 
Giuseppe Dentice
Università Cattolica e ISPI
 
 
Ludovico Carlino
IHS Jane’s Country Risk
 
 
Francesco Marone
Università di Pavia e ISPI
 
 
Elisabetta Di Minico
Universitat de Barcelona