Una corsa molto incerta

21 Aprile 2017

Alle elezioni del 23 aprile si presenteranno undici candidati. Fra questi, i principali sono:

  • 1. Jean-Luc Mélenchon, La France insoumise (estrema sinistra)
  • 2. Marine Le Pen, Front national (estrema destra)
  • 3. François Fillon, Les Républicains (centro-destra)
  • 4. Emmanuel Macron, En Marche! (centro-sinistra, benché si definisca come “né di destra né di sinistra”)
  • 5. Benoît Hamon, Parti socialiste (centro-sinistra)

Il tema ricorrente che accomuna quattro di loro è la contrapposizione all’establishment, seppur declinato in sfumature differenti:

Jean-Luc Mélenchon. Il candidato dell’estrema sinistra intende la contrapposizione all’establishment come lotta all’esclusione economica, la quale conduce all’esclusione dai processi politici-decisionali dei cosiddetti “senza voce”. Mélenchon si erige a loro portavoce e sostiene di voler rendere le istituzioni più democratiche e partecipative.

Marine Le Pen. L’unica candidata donna delle presidenziali concorda con Mélenchon sulla necessità di avere istituzioni più democratiche e partecipative. Infatti gli elettori di Mélenchon e Le Pen sono ideologicamente affini su certe tematiche, quali l’anti-europeismo, l’anti-americanismo e l’anti-globalizzazione. Inoltre, secondo Le Pen, non vi è solo l’esclusione sociale, ma vi è anche quella condotta dai media e dalla politica mainstream contro il Front national.

François Fillon. L’erede di Sarkozy sostiene che l’apparato di partito e la burocrazia lo costringano a limitare le azioni volte a riformare il Paese. L’establishment è perlopiù inteso come quell’intricata rete composta da legacci e norme e rendite di posizione utilizzate dalla burocrazia e dalla vecchia classe politica.

Emmanuel Macron. Si definisce un uomo libero, al di fuori delle logiche partitiche tradizionali. Secondo lui, le strutture politico-istituzionali sono poco funzionanti e troppo antiquate per il contesto attuale.

Benoît Hamon. Considerato come il ribelle (“frondeur”) che ha abbandonato nel 2014 il governo di Hollande e ha poi battuto l’ex primo ministro Manuel Valls alle primarie del Partito socialista, Hamon intende la contrapposizione all’establishment come la lotta alla politica economica francese degli ultimi anni, reputata troppo liberale.

 

I due grafici sottostanti, presi dall’ultimo sondaggio Sopra Steria/IPSOS Francia (19 aprile 2017), mostrano le intenzioni di voto dei cittadini sia nelle prime due settimane di aprile sia l’andamento delle intenzioni di voto negli ultimi mesi. Si tenga comunque conto che gli incerti continuano a rappresentare il 30% circa dell’elettorato.

 

(Grafico 1)


(Grafico 2)