Trade Watch - Globalizzazione 4.0: termometro del libero scambio

29 Maggio 2017
Photo: GlynLowe.com

FOCUS | Trump, Cina, Europa. Dove siamo?

In un contesto di parziale ripresa del commercio internazionale, con indicatori che mostrano un recupero della fiducia tra le imprese e un aumento degli scambi a livello mondiale, appaiono sempre più contrastanti le politiche commerciali portate avanti dai due giganti, Stati Uniti e Cina. Vai al Commentary

CETA in vigore a luglio?
 
Dopo otto anni di negoziazione, il trattato di libero scambio tra UE e Canada è stato ratificato dal Parlamento europeo lo scorso febbraio. Con oltre 13 mila aziende esportatrici, delle quali l’80% sono PMI, e più di 5 miliardi di export, il Canada è un mercato estremamente rilevante per l’economia italiana. Tra le novità più importanti del CETA, vi è l’abbattimento dei dazi sulle importazioni ed esportazioni con il Canada, sin dal primo giorno dall’applicazione del trattato. Inoltre, vi è il riconoscimento canadese di 143 indicazioni geografiche, di cui 41 italiane. Alcune eccellenze del settore agroalimentare italiano saranno protette anche da regolamenti condivisi, impedendo così l’ulteriore proliferazione dei prodotti “Italian sounding”. È importante ricordare anche che il CETA apre il mercato degli appalti pubblici canadesi anche alle aziende europee, permette di effettuare investimenti in maniera più rapida e introduce maggiori tutele alla proprietà intellettuale. Il CETA permetterá inoltre un mutuo riconoscimento degli ordini professionali, come avvocati e ingegneri. Sebbene si pensasse a un’entrata in vigore più rapida, ad oggi tuttavia manca ancora il via libera delle camere regionali del Canada. Secondo le stime della Commissione, dovrebbe quindi essere effettivo a partire dal mese di luglio.
 
I frutti del trattato con la Corea del Sud
 
A seguito dell’entrata in vigore dell’accordo di libero scambio tra Unione europea e Corea del Sud nel 2011, le esportazioni italiane verso il paese nel periodo 2010–2015 sono aumentate del 52% e la bilancia commerciale europea oggi registra un surplus di circa 2,5 miliardi, mentre prima dell’accordo segnava un deficit di 7,6 miliardi. La Corea del Sud rappresenta un mercato importante nella regione asiatica, perché si tratta di un paese tradizionalmente stabile, che presenta una domanda interna in costante crescita e un potere d’acquisto quasi equivalente a quello italiano. Se il valore dell’interscambio tra i due paesi nel 2015 si è attestato attorno agli 9 miliardi di euro, circa 3 miliardi riguardano la Lombardia. Come si può anche evincere dal grafico, le esportazioni italiane si concentrano nel settore della moda e in quello della produzione di macchinari industriali. La crescita più rilevante si registra nell’esportazione di prodotti per il settore Oil & Gas e prodotti petroliferi (+320%), di veicoli (+190%). Il comparto più rilevante dell’export italiano in Corea del Sud rimane quello della produzione tessile di alto livello, che costituisce oltre 1,1 miliardi di euro. Sul fronte dell’import invece, aumentano le vendite delle auto coreane nel mercato europeo e in quello italiano, grazie ai benefici del trattato, che eliminano i dazi di importazione e le rendono più competitive nei confronti delle altre case automobilistiche asiatiche. Solo in Italia infatti, le importazioni nel settore automobilistico e dei trasporti è aumentato del 120% superando il miliardo di euro. Il trattato Eu–Corea del Sud introduce anche notevoli vantaggi per le imprese agroalimentari europee, eliminando dazi su una grande varietà di prodotti, tra i quali il vino.
 
What happens next?
Lo stato dell’arte sui prossimi trattati
 
L’accordo con il Vietnam ormai concluso, è oggi in fase di revisione legale e, auspicabilmente per la fine del 2017 dovrebbe arrivare in Parlamento e al Consiglio europeo per la sua approvazione.
I negoziati con il Giappone sono prossimi alla conclusione, prevista per luglio. Ciò è tanto più significativo perché, dopo il Canada, l’Ue si dimostra capace di negoziare con membri del G7 ancora disposti ad investire nel libero scambio, inviando così segnali chiari agli Stati Uniti, unico membro ancora privo di un accordo commerciale con l’Ue. Il mercato giapponese è ancora poco accessibile alle imprese europee, soprattutto per quelle del settore agroalimentare, che potrebbero essere le grandi vincitrici di questo trattato.
Anche l’accordo con il Mercosur sembra proseguire speditamente, grazie all’incoraggiamento che viene da molti stati europei, tra cui l’Italia, come ha recentemente dimostrato la visita del Presidente Mattarella in Argentina e Uruguay.
Infine, in seguito alla sentenza della Corte europea di Giustizia che ha stabilito la competenza non esclusiva dell’UE in materia di investimenti, Singapore si è detto disposto a separare l’accordo con l’Europa in due parti, sveltendo così il processo di negoziazione dei capitoli dove la Commissione europea ha una competenza esclusiva e rimandando invece le parti dove sarà necessario passare anche dalla ratifica degli Stati membri.
 
Perché Trade Watch
Con Trade Watch ISPI offre alle imprese uno strumento per seguire gli sviluppi del commercio internazionale, con una particolare attenzione all’evoluzione della globalizzazione, agli scambi europei e alle strategie del Sistema Italia.
 
 
Il dato
+16%
Per Eurostat l’export europeo è cresciuto del 16% nell’ultimo anno arrivando a toccare la cifra record di 175,6 miliardi di euro.
Nello stesso periodo, le esportazioni italiane sono invece aumentate del 10%.
 
 
Il grafico
 

Importazioni italiane dalla Corea del Sud (2010–2015).
 
 
Sito web consigliato
 

Il database interattivo di Chatham House sui flussi commerciali
 
 
 

 

A cura di:
Lucia Tajoli, Associate Senior Research Fellow ISPI
Francesco Rocchetti, Research Assistant ISPI
Coordinamento editoriale:
Sara Cristaldi, Scientific Advisor ISPI
Contatti:
rocchetti@ispionline.it
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