La Primavera araba e gli scenari energetici:
prospettive di policy per l’Italia
Novembre 2011
 
Lo scenario di una crisi petrolifera a causa delle rivolte arabe o delle sue conseguenze in paesi esportatori di energia sembra per ora essere stato evitato. Tuttavia le paure non sono state completamente fugate. Sono presenti ancora numerosi rischi politici in una regione la cui stabilità appare lontana. In prospettiva le conseguenze della Primavera araba potrebbero radicalmente mutare gli assetti politici e strategici del Medio Oriente, di conseguenza potrebbero cambiare anche quelli dell’industria e del mercato degli idrocarburi della regione, con potenziali problemi per la sicurezza degli approvvigionamenti europei. Già nel 2010, quando la rivolta araba non era ancora scoppiata, molti analisti avevano indicato il pericolo di un nuovo shock petrolifero tra il 2013 e il 2015 per una carenza di offerta rispetto alla domanda. L’Italia è storicamente in una posizione difficile, sia per quanto riguarda il petrolio, questione che comunque accomuna molti paesi occidentali ed europei, sia per quanto riguarda gli approvvigionamenti di gas naturale. Questi costituiscono infatti un aspetto fondamentale della sicurezza energetica italiana. La produzione interna è andata costantemente diminuendo nei decenni passati e ora copre circa il 10% della domanda: ne deriva una sostanziale dipendenza da fornitori stranieri, con importanti ricadute in termini di sicurezza. Per l’Italia, la prima conseguenza nel settore energetico della Primavera araba è stato il blocco delle importazioni dalla Libia per un periodo di diversi mesi. In questo studio, nato con il contributo del Ministero degli Affari Esteri e con l’intento di fornire “policy prescriptions”, si analizzano le recenti evoluzioni del Medio Oriente e gli scenari per l’Italia sul piano energetico. Ci si concentra inoltre su due questioni più settoriali ma fondamentali per la sicurezza energetica italiana: l’evoluzione politica in Libia e la rilevanza del Mar Caspio come terzo canale di approvvigionamento energetico extra-europeo.



 
MULTIMEDIA
 
 


Arturo Varvelli, ricercatore ISPI, presenta lo studio.
  

 
 
INDICE
 

Il Medio Oriente e il Nord Africa e gli idrocarburi

Giorgio S. Frankel

L’area Mena (Middle East and North Africa) è vitale per gli approvvigionamenti mondiali di petrolio, e ancor più lo sarà nel prossimo futuro. Essa fornisce circa il 35% della produzione mondiale e, in particolare, il 40% del petrolio commercializzato a livello internazionale, e detiene più del 60% del totale delle riserve accertate di petrolio. La sola Arabia Saudita estrae circa il 10% della produzione globale, ha una quota ancora più elevata del commercio di greggio (circa 15%), e le sue riserve sono il 20-25% del totale mondiale. Attualmente, mentre quasi tutti i produttori lavorano a pieno regime, si ritiene che l’Arabia Saudita sia l’unico paese esportatore che disponga... continua »



Medio Oriente: le politiche del mercato degli idrocarburi e l’impatto sul mercato italiano

Massimo Nicolazzi

Le politiche del mercato degli idrocarburi. Ammesso che una “politica” sia possibile, stiamo parlando anzitutto delle politiche dei paesi produttori; e magari dei loro cartelli. Si può fare “politica” solo se si controlla (anche) la produzione. Il tempo delle Sette Sorelle è scaduto all’inizio degli anni Settanta. Da allora il ruolo delle società petrolifere non statali (quelle che la letteratura definisce Ioc, International Oil Companies) si è fatto sempre più residuale. Il “mercato” è sempre più Noc (National Oil Companies). Le società nazionali dei produttori controllano ormai quasi il 55% della produzione di petrolio e il 75% delle riserve conosciute. Sono, pur nella loro estrema... continua »



Le prospettive del settore energetico della “nuova” Libia e l’Italia

Arturo varvelli

La dissoluzione del regime di Muammar Gheddafi e la sua uccisione aprono nuovi scenari politici ed economici sul futuro della Libia, compreso naturalmente il settore energetico. La caduta del regime lascia spazio in Libia a un vuoto politico, istituzionale e culturale che sarà necessariamente riempito nei prossimi mesi da nuovi principi ed elementi. Nonostante la presa delle ultime roccaforti del regime come Bani Walid, Sirte, Sabha da parte delle forze ribelli del Consiglio Nazionale Transitorio (Cnt) la situazione sul piano militare potrebbe ancora rilevare sorprese e non essere del tutto stabilizzata, in particolare nella regione del Fezzan dove la popolazione... continua »



La rilevanza del Mar Caspio
come terzo canale di approvvigionamento energetico extra-europeo per l’Italia

Carlo Frappi

Da circa un quindicennio, le risorse energetiche dell’area del Mar Caspio sono divenute oggetto di un’accesa competizione internazionale finalizzata alla loro esplorazione, sfruttamento e trasporto. L’instabilità interna dei produttori energetici di Nord Africa e Medio Oriente, la crescente dipendenza dei paesi consumatori da un ristretto numero di fornitori e il progressivo esaurimento delle riserve energetiche del Mare del Nord hanno, infatti, attirato le attenzioni di decisori politici e operatori economici su un’area, quella del Caspio, il cui potenziale energetico risulta ancora in gran parte inesplorato. Nonostante la priorità attribuita dalle giovani repubbliche... continua »



 
RESEARCH TEAM

Valeria Talbot e Arturo Varvelli (responsabili della ricerca), Giorgio S. Frankel, Carlo Frappi, Massimo Nicolazzi