Il laboratorio della Cina 4.0

Martedì, 11 Luglio, 2017

di Guo Wanda *

Shenzhen rappresenta una nuova tipologia di città moderna. Situata nel sud della Cina vicino ad Hong Kong, Shenzhen è stata una tra le prime zone economiche speciali cinesi e quella di maggior successo. Inizialmente un piccolo villaggio di pescatori, Shenzhen è cresciuta fino a diventare una metropoli internazionale con una popolazione di 11 milioni di residenti.

I 37 anni di crescita che hanno caratterizzato la città sono considerati come un miracolo dell’industrializzazione e dell’urbanizzazione. Grazie al modello innovativo che guida lo sviluppo della Cina, negli ultimi cinque anni l’economia è entrata in una fase di “new normal” e trasformazione strutturale in cui Shenzhen ha giocato un ruolo fondamentale. Il suo successo offre infatti una prospettiva valida sul futuro sviluppo innovativo della Repubblica popolare.

 

L’economia cinese affronta una nuova fase di trasformazione strutturale

Cinque anni fa il governo cinese ha dichiarato l’inizio del cosiddetto “New Normal” dell’economia cinese, ossia la fine del rapido tasso di crescita del +10% e il ritorno a un tasso di crescita intorno al 6-7%. La spinta allo sviluppo è essa stessa cambiata, passando da un modello economico trainato dagli investimenti ad uno basato sull’innovazione. In seguito, questa strategia innovativa è stata incorporata nel Tredicesimo Piano Quinquennale, con l’obiettivo di estendere a tutta la Cina questo nuovo modello di sviluppo. 

Oggi l’economia cinese è nel pieno di una nuova fase di trasformazione strutturale. Se la transizione tra le vecchie e le nuove spinte allo sviluppo procederà regolarmente, è presumibile che l’economia cinese si riprenderà dall’andamento a “L” della curva del tasso di crescita del Pil. Al contrario, se la transizione non avverrà nel modo previsto, l’economia stagnerà sul fondo della curva per un paio di anni.

Come mostrano i dati, a partire dal 2012 il tasso medio di crescita annuale dell’economia cinese è rimasto sotto la soglia dell’8%. Nel 2016 il tasso di crescita è sceso al 6,7%, segnando il nuovo minimo storico degli ultimi 26 anni. Il tasso di crescita degli investimenti nel settore manifatturiero cinese ha rallentato in maniera costante a partire dal 2012, scivolando al 3% all’inizio del 2016, per poi stabilizzarsi vicino alla cifra che era stata raggiunta durante il soft landing dell’economia tra il 1996 e il 1997. Per quanto riguarda il settore delle esportazioni, i momenti più difficili dovrebbero essere terminati vista l’accelerazione subita a partire dal 2011, sebbene nel 2016 il tasso di crescita cumulativo corrispondesse al -7,7%. Grazie al rilancio della domanda dei mercati internazionali dovuta alla ripresa di Stati Uniti ed Europa, oltre al deprezzamento del 14% dello yuan rispetto al dollaro dall’agosto 2015 alla fine del 2016, la crescita dell’export in Cina potrebbe aver già raggiunto il suo punto più basso.

 

Il modello di sviluppo innovativo di Shenzhen

Tra il 1991 e il 1994 Shenzhen ha vissuto una rapida espansione economica, durante la quale il Pil è cresciuto ad un tasso superiore al 30%, stabilizzandosi oltre il 10% nei successivi 12 anni. Tuttavia questa crescita esplosiva è stata trainata da investimenti ed altri fattori chiave che hanno causato seri problemi, quali l’insufficienza di terra, la limitata capacità ambientale e lo spreco di risorse. A partire dal 2005 la città ha subìto un aggiustamento strutturale grazie al quale, nel contesto della crisi finanziaria mondiale del 2008, Shenzhen è così riuscita a sostenere un’importante crescita economica, senza fare affidamento sugli investimenti come incentivo economico. Nel 2016 il Pil di Shenzhen ha mantenuto un tasso di crescita annuale del 9%, per un valore lordo di 1.930 miliardi di Rmb. Contemporaneamente il Pil pro capite superava i 26.000 USD, avvicinandosi a quello della Corea del Sud e del Kuwait.

L’adattamento strutturale e la strategia innovativa messi in atto hanno dimostrato la loro efficacia. Nel 2016 la porzione di Pil attribuita alle industrie strategiche emergenti ha superato il 40%, di cui il 45% assorbito dal settore IT, il 25% dall’industria creativa e culturale, l’11% dal web, il 5,8% dal settore delle nuove energie, il 4,7% da nuovi materiali, il 4,6% dalla conservazione energetica e protezione ambientale ed il 3,6% dal biologico. Durante lo stesso anno gli investimenti per la ricerca e quelli nell’intera città ammontavano al 4,1% del Pil, un risultato all’avanguardia a livello nazionale. Shenzhen è sede di 1.500 piattaforme innovative ed oltre 200 startup, oltre alle nuove industrie hi-tech il cui valore aggiunto è aumentato di oltre 780 miliardi di Rmb, facendo sì che in Cina abbiano iniziato a soprannominarla “città hi-tech” e “città dei creatori di startup”.

Per 12 anni consecutivi Shenzhen ha ricevuto più richieste internazionali di brevetti che tutte le altre città cinesi messe insieme. Grazie ad imprese hi-tech quali Huawei, Tencent, BYD, BGI e DJI, unite alla moltitudine di talenti creativi, nel 2016 la domanda internazionale di brevetti ammontava a 20.000 richieste. L’information economy, la sharing economy e la platform economy costituiscono i tre principali aspetti che delineano l’innovazione intrinseca alla città, grazie a cui hanno preso vita settori emergenti e business model.

 

 

La strategia innovativa di Shenzhen ha beneficiato in maniera sostanziale dell’importante capacità produttiva delle PMI. Per esempio, in origine la città non aveva alcun tipo di vantaggio nel settore aerospaziale, ma in seguito si è trasformata in un polo per il settore commerciale dei droni, comprensivo di circa un centinaio di compagnie che assorbono il 70% delle quote del mercato globale. Tra queste ci sono DJI, AEE, ART-TECH e HARWAR. I materiali chiave utilizzati per la produzione di droni – indicati in base alla proporzione d’utilizzo - sono la fibra al carbonio, l’alluminio d’aviazione, plastiche speciali e materiali magnetici. Shenzhen ha dunque a disposizione i migliori materiali e componenti industriali al mondo per la costruzione di droni, un elemento indicativo della sviluppata capacità di fornire strumenti di supporto secondo il bisogno della città.

Huaqiangbei, un’area commerciale di Shenzhen, è rinomata per i prodotti elettronici ed è famosa come la “Hardware Silicon Valley” per l’efficiente filiera commerciale ed il suo business ecosystem. Oltre all’esposizione e alla commercializzazione dei prodotti, Huanqiangbei offre anche altri servizi come lo scambio di informazioni, l’importazione di tecnologie, il supporto industriale, oltre a ricerca e sviluppo, creatività e design, logistica e delivering, servizi finanziari e programmi di incubazione aziendale, raccogliendo decine di migliaia di imprese e commercianti nel più vasto inventario di prodotti elettronici al mondo. Alla base di questo mercato specializzato di prodotti elettronici troviamo studi di consulenza, aziende di design, società per azioni che si occupano di supply chain, imprese di import/export, imprese che si occupano di logistica e provider di servizi finanziari, che insieme costituiscono un ecosistema industriale completo.

 

Riepilogo delle esperienze innovative

La funzione di leader nella corsa cinese all’innovazione e, più in generale, il ruolo nella trasformazione e crescita economica della Cina rappresentano i risultati più importanti e d’avanguardia per Shenzhen, testimoniando così la potenza del mercato e il fondamentale contributo dei suoi imprenditori. Il successo ottenuto risiede nell’integrazione di innovazione ed industrializzazione, come dimostrato dai quattro “90%”: il 90% delle imprese innovative sono locali, il 90% del personale R&D è costituito da dipendenti aziendali, il 90% degli investimenti nella ricerca scientifica sono stati finanziati da imprese locali, infine il 90% dei principali progetti per brevetti scientifici e tecnologici sono stati avanzati da imprese di primo piano. A Shenzhen, i nuovi business e le Pmi possono raggiungere una rapida crescita che permetta loro di avere accesso a servizi completi ed assistenza pratica da parte dei grandi gruppi industriali che si sono formati grazie all’aggregazione di aziende. Le aziende di successo stabiliranno elementi di innovazione per guidare l’alleanza tra Pmi ed imprenditori, al fine di condividere le esperienze e superare le difficoltà delle fasi iniziali. Un esempio pratico è rappresentato da Tencent, una delle maggiori aziende fornitrici di servizi Internet in Cina,e che controlla il maggior numero di utenti cinesi, la quale ha fondato la Shenzhen Tencent Mass Innovation Space per garantire che le PMI condividano le proprie esperienze relative all’innovazione. Il progetto – un incubatore sfaccettato e un servizio di accelerazione del business che fornisce tutti gli strumenti – pone al centro l’internet mobile e le catene industriali di hardware intelligente con l’obiettivo di creare una comunità economica integrata e di assistere le start-up quando si interfacciano con Tencent o altre risorse. Con l’obiettivo di aiutare le Pmi cinesi, Tencent ha fondato più di 30 ulteriori centri di mass innovation in diverse città oltre a Shenzhen. Le circostanze verificatesi dimostrano come la città dell’innovazione e dell’imprenditorialità sia fondata su un solido contesto economico e ricorra ad una combinazione delle forme di innovazione utilizzate da grandi società per azioni e da piccole imprese, con lo scopo di massimizzare l’efficienza economica. 

Il modello di innovazione di Shenzhen ha beneficiato in particolar modo delle politiche liberali  in materia d’immigrazione dei  lavoratori qualificati e di sussidi all’industria emergente. Il governo è inoltre responsabile per l’assegnazione di spazi abitativi e per la minimizzazione dei costi delle start-up, due aspetti cruciali per questo modello. Il governo si è infatti occupato di ottimizzare lo spazio urbano, di fornire servizi pubblici ed ambientali ausiliari e di attrarre, attraverso la concessione di immobili, personale tecnico per le start-up. A questo si aggiunga l’impegno sempre del governo nella costruzione di un solido contesto finanziario e nell’offerta di servizi. Shenzhen ha creato un mercato finanziario multilivello che consiste in un comitato principale, un comitato delle Pmi, il Growth Enterprise Market ed il New Three Boards. Nel 2016 ci sono stati circa 50.000 casi di venture capital e private equity, per un ammontare registrato di 3 mila miliardi di RMB, un terzo del totale nazionale. Inoltre, ciò che salvaguarda la potenza innovatrice di Shenzhen è il coinvolgimento totale nell’intero sistema di innovazione dei settori tradizionali – investimenti di venture capital, fondi di garanzia, fido bancario e fondi per l’industria.

 

Vice Presidente Esecutivo del China Development Institute (CDI) di Shenzhen

 

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