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L'ARCHITETTURA
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A differenza delle facciate settecentesche di Palazzo Cusani,
Sormani e Litta, che ostentano un opulento apparato decorativo
di gusto tardo barocco, Palazzo Clerici presenta una lunga facciata
sulla Contrada del Prestino dei Bossi di aspetto relativamente
sobrio che contrasta nettamente con la ricchezza decorativa degli
ambienti interni. La facciata, che non presenta ordini architettonici,
è scandita dal ritmo delle finestre sottolineate da modanature
e fregi in stucco di disegno analogo a quelli presenti sulle finestre
della corte d'onore. La sezione centrale è arretrata in modo tale
da articolarne il volume, rompere l'uniformità del fronte, sottolineare
il portale d'ingresso, e rendere possibile un più agevole accesso
alle carrozze nell'androne della strettissima via Clerici.
All'interno, la struttura spaziale e distributiva di Palazzo Clerici è articolata in rapporto agli spazi aperti delle corti e il corpo principale dell'edificio è definito dalla sequenza prospettica che lega l'androne d'ingresso, la corte d'onore e il giardino.
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Vista della facciata del Palazzo
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Scorcio del porticato
d'ingresso al Palazzo
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La corte d'onore è il centro geometrico dell'intera composizione: lungo i suoi lati maggiori si dispongono due ambienti porticati coperti da volte a crociera alternate da strette volte a botte e definiti da una sequenza di archi su colonne binate di ordine dorico.
Il piano superiore presenta una parete liscia scandita da una successione di finestre impostate sopra l'asse di ogni arco che continua anche nei lati brevi della corte d'onore.
L'androne d'ingresso è disposto in asse rispetto alla corte d'onore e ad esso corrisponde sul lato opposto un passaggio da cui si accede al giardino, chiamato anche cortile della Cavallerizza per la sua destinazione agli spettacoli equestri.
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Oltre agli spazi aperti "di parata" (la corte d'onore e il giardino) con funzioni di rappresentanza e destinati alle occasioni ufficiali, e agli spazi aperti "di comodo" adibiti alla vita quotidiana dei padroni di casa, l'impianto del Palazzo presenta ulteriori spazi aperti "di servizio" (il cortile delle cucine, il cortile con pozzo, il cortile con accesso secondario dalla contrada del Prestino) variamente disposti tra la corte Rustica, il cortile d'onore e l'attuale via Clerici. Questa proliferazione e articolazione di vuoti interni attesta la crescente specializzazione dell'apparato di servizio, funzionale a un sofisticato cerimoniale di ricevimento, tipico delle dimore più ricche e a dimostrazione dell'alto status sociale raggiunto dai Clerici.
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Veduta della Sala degli Specchi
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Scorcio dello Scalone
d'onore
visto
dal portico d'entrata
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A destra dell'atrio e con accesso diretto dal portico antistante la corte, si svolge lo scalone d'onore a quattro rampe con gradini di granito, parapetto a balaustri, e negli angoli - unico tra i palazzi milanesi - la presenza di statue femminile vestite all'orientale in linea con la tendenza propria dell'architettura lombarda del Cinquecento a conferire forma antropomorfa ad elementi architettonici (si pensi ad esempio ai talamoni della Casa degli Omenoni o anche alle erme della chiesa di San Raffaele).
Intorno alle corti si organizzano i diversi ambienti del Palazzo secondo una disposizione rigidamente gerarchica che riflette i comportamenti dei suoi fruitori (padroni, ospiti e servitù): gli ambienti di rappresentanza e gli appartamenti dei familiari al primo piano (il cosiddetto piano nobile) intorno alla corte d'onore, al cortile della Cavallerizza e sul lato orientale della
corte Rustica; i locali adibiti a scuderie
e quelli adibiti alle cucine al piano terra,
rispettivamente intorno al cortile delle scuderie e al cortile delle cucine; gli altri ambienti al piano terra e al primo piano organizzati in appartamenti destinati ad altri membri della famiglia o agli ospiti.
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