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LA GALLERIA DEL TIEPOLO
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Nel 1740 venne affidato al Tiepolo il difficile compito di decorare un ambiente estremamente dilatato in lunghezza. Il bozzetto, eseguito probabilmente prima che il pittore avesse preso visione diretta degli spazi della sala, mostra che nell'elaborazione della "prima idea" il Tiepolo non aveva considerato il vistoso squilibrio tra la lunghezza e la larghezza della galleria.
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Nella stesura definitiva, frutto di una complessa eleborazione progettuale documentata attraverso numerosi studi grafici, il pittore dovette incrementare, intorno al carro del Sole preceduto da Mercurio, la quantità dei gruppi figurali di personaggi mitologici, dislocandoli su piani diversi sullo sfondo del cielo striato da nubi bianche e rosate, e aggiungendo lungo i bordi altre divinità marine e fluviali, e le allegorie delle Arti e delle quattro parti del mondo allora conosciute (l'Europa, l'Africa, l'Asia, le Americhe, con i loro animali- simbolo, rispettivamente il cavallo, l'elefante, il cammello e il coccodrillo), occasione per gli sfoggi di eleganze pittoresche e curiosità esotiche ricorrenti nella sua pittura e care al cosmopolitismo settecentesco.
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Giambattista Tiepolo,
Il carro del sole,
particolare con l'Allegoria delle arti
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Giambattista Tiepolo, Il carro del sole,
particolare con l'Allegoria dei fiumi
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Nella vastissima composizione, oltre i massicci elementi architettonici relegati ai margini, lo spazio si allarga e sprofonda con un artificio prospettico-illusionistico costruito sull'intensità digradante dei colori, sulla luminosità del cielo, sul virtuosismo compositivo nella disposizione dei gruppi (bellissimo, e meritatamente famoso, quello di Venere e Saturno).
Ci troviamo di fronte a una diretta anticipazione, nei contenuti iconografici e nelle scelte formali, dell'impresa pittorica assai più imponente della sala imperiale e dello scalone del Vescovado di Würzburg (1750-52), uno dei vertici assoluti del rococò europeo. |
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Non sembra aver fondamento il rapporto tra l'affresco del Tiepolo e il matrimonio di Antonio Giorgio con Fulvia Visconti, cui ha
dato credito la storiografia più recente, che si è spinta fino ad interpretare come un'allegoria nuziale le figurazioni mitologiche della galleria, ritenendo che il matrimonio risalisse al 1741. Appaiono più convincenti le interpretazioni che, nella corsa della quadriga di Apollo attraverso il cielo, vedono il sole dell'Austria che si solleva ad illuminare il mondo (nel
1740 Maria Teresa era salita al trono imperiale), oppure una celebrazione del mecenatismo di Antonio Giorgio, suggerita dalla giustapposizione di Apollo e Mercurio, protettori delle Arti e delle Scienze. |

Giambattista Tiepolo, Il carro del sole, particolare con Venere rapita da Cronos
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Giambattista Tiepolo, Il carro del sole,
particolare con l'Allegoria dell'Europa
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L'ipotesi di un intento celebrativo di Antonio Giorgio (e più generalmente del casato
Clerici) è fortemente supportata dal fatto che
un anno prima, nel 1739, Antonio Giorgio
aveva ottenuto l'aggregazione al patriziato milanese.
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