La globalizzazione non ha prodotto la neutralizzazione dei conflitti politici né si è accompagnata alla smilitarizzazione delle relazioni internazionali: al contrario, la politica estera degli Stati rimane in misura considerevole politica di sicurezza.
A conferire ulteriore interesse a questa dimensione, c'è la portata del mutamento occorso in quest'ultimo decennio sul terreno militare. Le ricadute capillari dell'innovazione tecnologica sul terreno strategico, da un lato, e il manifestarsi di minacce non convenzionali legate alla crisi di statualità in un'ampia parte del sistema internazionale, dall'altro, spingono gli Stati Uniti verso nuove agende e nuovi paradigmi di sicurezza (dalla cosiddetta network-centric warfare o rilancio della difesa antimissile alla riconcettualizzazione delle politiche di controproliferazione) che si ripercuotono sul complessivo assetto internazionale. Da un punto di vista europeo, proprio dalla sfera militare provengono alcune delle sfide più serie al prolungamento del rapporto transatlantico (il divario strategico tra Stati Uniti ed Europa è un ostacolo all'azione congiunta, con evidenti implicazioni politiche) nonché all'affermazione dell'Unione europea come attore politico globale.
L'Osservatorio intende dare un contributo di analisi su un tema largamente trascurato nella discussione politica e nella pubblicistica italiana.
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