Iran

Due anni dalla firma del Jcpoa: l’accordo funziona ma non è ancora al sicuro

Venerdì, 14 Luglio, 2017

Annalisa Perteghella

A due anni dalla firma del Piano d’azione congiunto globale (Joint Comprehensive Plan of Action) tra Iran e P5+1, è possibile affermare che l’accordo stia funzionando: l’Iran ha finora rispettato gli obblighi contratti con la firma del Jcpoa, mentre Onu, Ue e Usa hanno sospeso le sanzioni relative al programma nucleare.

Focus Mediterraneo allargato n. 4, pubblicazione per Parlamento-MAECI

Executive Summary

Data di pubblicazione: 
Ven, 07/14/2017
Italiano

Focus Mediterraneo allargato n. 4

Mercoledì, 12 Luglio, 2017

Valeria Talbot

a cura di

Executive Summary

Mosul libera: quale futuro per l’Iraq?

Domenica, 9 Luglio, 2017

Dopo oltre otto mesi di scontri, le Forze di sicurezza irachene coadiuvate dalla coalizione internazionale a guida statunitense hanno riconquistato Mosul, ultima roccaforte dello Stato islamico in Iraq. Lanciata ufficialmente lo scorso ottobre dal premier iracheno Haider al–Abadi, l’offensiva si era preannunciata fin da subito lunga e difficile, sia per la complessità della strategia militare sia per l’eterogeneità delle forze coinvolte nel fronte anti–IS (Forze di sicurezza irachene, peshmerga curdi, milizie sciite, combattenti delle tribù arabo–sunnite locali e coalizione internazionale a guida statunitense). Si è infatti trattato della più grossa operazione militare in Iraq dopo l’invasione americana che nel 2003 destituì il regime di Saddam. Oggi, se da una parte la liberazione di Mosul assesta senza dubbio un colpo decisivo alle milizie di al–Baghdadi, dall’altra inaugura una fase di profonda incertezza sul futuro del paese. Come cambia l’Iraq e quali saranno gli attori determinanti della ricostruzione post–conflitto? Con la leadership del califfato ridotta ai minimi termini e senza una guida politica efficace, quale direzione prenderà l’insurgency sunnita? Quale sarà il destino politico di Mosul e delle altre aree liberate lungo il confine della regione semi–autonoma del Kurdistan, di cui Erbil e Baghdad si contendono il controllo? Quali scenari per le numerose milizie che agiscono sul territorio iracheno?

Riyadh cambia passo. Acque agitate nel Golfo

Venerdì, 30 Giugno, 2017

La nomina del trentunenne Mohammed bin Salman a nuovo principe ereditario al trono dell’Arabia Saudita rappresenta l’ennesimo, e forse decisivo, segnale del cambiamento in atto nel regno dei Saud. Se il cambio di passo a Riyadh si annunciava da anni, almeno fin dall’insediamento nel 2015 dell’anziano re Salman (che non ha mai fatto mistero di vedere nel figlio Mohammed il suo erede prediletto), nel corso degli ultimi mesi gli eventi hanno subito una notevole accelerazione, e hanno riguardato non solo la casa reale, ma l’intera regione del Golfo: dal lancio, pochi giorni dopo la visita di Donald Trump, di una campagna a guida saudita volta a isolare il piccolo emirato del Qatar, alla sostituzione nel pieno delle notte del precedente principe ereditario Mohammed bin Nayef. Si aggiungano il primo attentato terroristico dell’ISIS in Iran e lo sventato attacco di pochi giorni fa alla Grande Moschea della Mecca. Avvenimenti apparentemente sconnessi, ma susseguitisi in una rapida sequenza che sembra fare emergere la crescente centralità della regione del Golfo nella geopolitica del Medio Oriente di oggi, e con ogni probabilità del prossimo futuro. Mentre l’Arabia Saudita appare sempre più impantanata nella sanguinosa guerra in Yemen e al tempo stesso si prepara ad avviare un ambizioso programma di riforme (Visione 2030) per diversificare la propria economia di rentier state — due iniziative ispirate e orchestrate proprio dal carismatico bin Salman — il passaggio del testimone a Riyadh e la rottura della tradizionale ‘cautela’ saudita nella propria politica di vicinato segnano l’inizio di una nuova stagione per il paese. Una stagione dagli sviluppi ancora indefiniti ma le cui ripercussioni, soprattutto sugli equilibri regionali, potrebbero essere forse dirompenti, proprio a partire dal Golfo.

Riyadh cambia passo. Acque agitate nel Golfo

La nomina del trentunenne Mohammed bin Salman a nuovo principe ereditario al trono dell’Arabia Saudita rappresenta l’ennesimo, e forse decisivo, segnale del cambiamento in atto nel regno dei Saud.

Data di pubblicazione: 
Ven, 06/30/2017
Italiano

Qatar: Riyadh ha innescato una reazione a catena?

Venerdì, 30 Giugno, 2017

Cinzia Bianco

La crisi politica apertasi all’interno del Consiglio di Cooperazione del Golfo tra fine maggio ed inizio giugno - quando Arabia Saudita, Emirati Arabi e Bahrein hanno rotto tutte le relazioni e chiuso tutti i confini con il Qatar - ha presto coinvolto l’intera regione mediorientale. Prevedibilmente, l’Egitto si è schierato con i suoi patroni politici e finanziari, gli Emirati Arabi Uniti.

IRAN WATCH: Il gigante in marcia tra Europa e Asia

FOCUS | Rouhani, atto secondo: alla prova delle riforme e dei capitali

 

Data di pubblicazione: 
Mer, 06/28/2017
Italiano

Iran: guida al quadro sanzionatorio attuale*

Mercoledì, 28 Giugno, 2017

Annalisa Perteghella

Tiziana Corda

Il Joint Comprehensive Plan of Action (Jcpoa), l’accordo sul nucleare raggiunto a Vienna tra Iran e P5+1 il 14 luglio 2015, ha aperto la strada all’allentamento delle sanzioni che, a partire dal 2006, erano progressivamente state imposte all’Iran per via del suo programma di sviluppo nucleare che la comunità internazionale reputava indirizzato a fini militari.

Iraq dopo IS: il mosaico delle milizie e il difficile ritorno alla vita civile

Domenica, 9 Luglio, 2017

Annalisa Perteghella

Abstract

Numero: 
316

Pagine

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