Russia

Why the Myanmar crisis makes Russia choose between Muslim and Buddhist minorities inside

Giovedì, 7 Settembre, 2017

Diana Shendrikova

Last Sunday Chechen police declared having registered 1.1 million people participating in the protest against the “genocide” of Muslims in Myanmar held in the center of Grozny (the capital of the Chechen republic). The number of participants may be overestimated, since the Republic's overall population is 1.3 million people, but the importance of this protest for Russia’s internal stability and international political agenda is hard to overestimate.

Siria: la guerra non è finita

Lunedì, 24 Luglio, 2017

Dopo mesi di crescenti tensioni tra gli attori internazionali, regionali e locali coinvolti nel conflitto siriano, con il primo faccia a faccia tra Trump e Putin al recente G20 di Amburgo è arrivato un “accordo” per il cessate il fuoco tra le parti. Un passo risolutivo? Solo in apparenza, perché oggi, mentre gli occhi del mondo sono ancora puntati su Mosul liberata dall’Isis, le tensioni e le incognite sul futuro della Siria continuano ad aumentare: come si configureranno le “zone d’influenza” che le potenze internazionali coinvolte — dalla Russia all’Iran, dalla Turchia agli Stati Uniti — stanno già da tempo cercando di conquistare? Come ne uscirà il regime di Damasco, troppo debole per sopravvivere senza l’aiuto di Mosca e Teheran? Cosa riusciranno a ottenere i curdi, i principali alleati degli Usa sul terreno? Chi controllerà l’area orientale della Siria, quella ricca di idrocarburi al confine con l’Iraq? E come si sta preparando il Califfato per reagire alla perdita di territorialità, mentre l’assedio di Raqqa, la sua seconda roccaforte, è ancora in corso?

Siria: la guerra non è finita

Dopo mesi di crescenti tensioni tra gli attori internazionali, regionali e locali coinvolti nel conflitto siriano, con il primo faccia a faccia tra Trump e Putin al recente G20 di Amburgo è arrivato un “accordo” per il cessate il fuoco tra le parti. Un passo risolutivo?

Data di pubblicazione: 
Lun, 07/24/2017
Italiano

Russia, obiettivo raggiunto. Perché Mosca ora conta di più

Lunedì, 24 Luglio, 2017

Anna Zafesova

Il fatto che un mezzo accordo sulla tregua in Siria sia l'unico risultato concreto del faccia a faccia tra Donald Trump e Vladimir Putin al G20 di Amburgo dimostra quale sia stato il vero valore dell'intervento a fianco di Bashar al-Assad per Mosca: avere una merce di scambio con l'unico interlocutore strategico che le interessa, gli Stati Uniti.

Global Rashomon

Italiano

Qualche giorno fa, dopo l’incontro tra il presidente russo e quello americano al G20 di Amburgo, il sito del magazine The Atlantic titolava: “Trump and Putin’s Rashomon Summit”. Dopo il loro faccia a faccia, il primo aveva raccontato di aver ammonito il russo per le sue interferenze nelle elezioni americane; secondo Putin, invece, Trump aveva riconosciuto l’innocenza russa.

Come Odisseo, siamo tutti sulla stessa barca chiamata Global

Undefined

Per conto dell’Istituto di studi di politica internazionale, l’Ispi di Milano, ho partecipato a Delhi al secondo “India Think Tank Forum”, una specie di congresso internazionale dei centri studio che si occupano dell’India e del mondo. Il tema era “Potenziale e potere della partnership nazionale, regionale e globale”. Si è parlato di tante cose ma soprattutto dello stato della globalizzazione.

Elezioni per la Duma: Russia al voto

Venerdì, 16 Settembre, 2016

Molto probabilmente l’esito delle elezioni legislative russe del 18 settembre non sarà sorprendente: il partito di governo Russia Unita vincerà come nelle precedenti tornate elettorali. Nonostante ciò, il voto merita di essere osservato da vicino in vista delle elezioni presidenziali del prossimo 2018.

"This Russia Thing"

Undefined

Quando la primavera si avvicina all’estate, alternando i giorni tempestosi della vecchia stagione ai climi dolci che annunciano la nuova, sento sempre il desiderio di andare in Normandia. Non per le sue ostriche ma per tornare in pellegrinaggio nei luoghi dello sbarco. (...)

Russia: minaccia reale (o percepita)

Conclusosi il viaggio di Donald Trump in Medio Oriente ed Europa, negli Stati Uniti continuano ad emergere rivelazioni e accuse legate al Russia–gate, con il possibile coinvolgimento di Jared Kushner, consigliere e genero del presidente. La denuncia dei tentativi di Mosca di influenzare alcuni passaggi politici chiave nei paesi occidentali è emersa con insistenza negli ultimi mesi: non solo negli Usa, ma anche in Europa, come in occasione delle ultime elezioni presidenziali francesi.

Data di pubblicazione: 
Lun, 05/29/2017
Italiano

Russia: minaccia reale (o percepita)

Lunedì, 29 Maggio, 2017

Conclusosi il viaggio di Donald Trump in Medio Oriente ed Europa, negli Stati Uniti continuano ad emergere rivelazioni e accuse legate al Russia–gate, con il possibile coinvolgimento di Jared Kushner, consigliere e genero del presidente. La denuncia dei tentativi di Mosca di influenzare alcuni passaggi politici chiave nei paesi occidentali è emersa con insistenza negli ultimi mesi: non solo negli Usa, ma anche in Europa, come in occasione delle ultime elezioni presidenziali francesi. Il ruolo della Federazione Russa all’interno dell’attuale ordine mondiale rappresenta oggi uno dei punti interrogativi più spinosi delle relazioni internazionali ed è influenzato da due prospettive molto diverse. Dal punto di vista occidentale, o quantomeno di una sua parte importante, continua la persistente percezione della Russia come fattore di minaccia e fonte di potenziale instabilità politica. Dal punto di vista russo vi è il timore che l’Occidente abbia un interesse a indebolire il ruolo internazionale della Federazione Russa e a favorirne, in ultimo, la marginalizzazione sul piano mondiale. Tale situazione continua ad alimentare una spirale di reciproca diffidenza che rende sempre più difficile superare questa fase di tensione, in un momento in cui Russia e Occidente potrebbero invece trovare degli importanti punti di convergenza non solo nella lotta al terrorismo o nella stabilizzazione del Medio Oriente e di parte dell’Europa orientale, ma anche comuni interessi economici. È forse anche con questo spirito, nel tentativo di percorrere le possibili vie di uscita da questa impasse, che oggi il presidente francese Macron ospita a Parigi il presidente russo Putin.

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