La politica estera della Turchia

Martedì, 28 Marzo, 2017

Valeria Talbot

Carlo Frappi

Executive Summary

 

La politica estera della Turchia sta attraversando una fase di ridefinizione sia sul piano regionale sia nei rapporti con la Russia, da un lato, e con gli Stati Uniti e l’Unione europea, dall’altro.

Nel contesto mediorientale negli ultimi tempi si è verificata una convergenza tra Turchia, Russia e Iran che ha portato alla firma di un cessate il fuoco in Siria, premessa necessaria per l’avvio di un processo di pacificazione, ma allo stesso tempo ha comportato un cambiamento non irrilevante nella posizione turca verso il regime del presidente Bashar al Assad e il sostegno ai gruppi ribelli sunniti.

La ritrovata intesa con la Russia nello scacchiere siriano rappresenta il punto più alto del processo di normalizzazione delle relazioni bilaterali, dopo la crisi deflagrata nel novembre 2015 a seguito dell’abbattimento del caccia russo nello spazio aereo turco e chiusa con la lettera di scuse inviata dal presidente turco Erdoğan all’omologo russo Vladimir Putin nel giugno 2016. Tuttavia, tale intesa ha evidenziato il diverso peso delle ragioni di scambio diplomatiche ed economiche a disposizione dei due governi e, di conseguenza, l’asimmetria di potere che caratterizza la relazione bilaterale tra Turchia e Russia, a beneficio di quest’ultima.

Al contempo si sta assistendo a una ridefinizione delle relazioni con l’Iran, particolarmente tese negli ultimi cinque anni proprio in ragione della diversità di posizioni nel conflitto siriano, e al tentativo di ricucire lo strappo con il governo centrale iracheno, provocato dalla presenza militare turca in funzione anti-IS nel nord del paese. Sembra invece avanzare su solidi binari il processo di normalizzazione con Israele dopo sei anni dalla rottura delle relazioni diplomatiche seguita all’incidente della Mavi Marmara.

Per quanto riguarda la regione del Caucaso, la politica turca continua a seguire il tradizionale approccio del progressivo rafforzamento della partnership strategica con l’Azerbaigian, del mantenimento di solidi legami con la Georgia – naturale testa di ponte politica e geografica tra Ankara e Baku – e del contenimento dell’Armenia.

Infine, ma non da ultimo, i rapporti tra la Turchia e i suoi alleati occidentali attraversano senza dubbio uno dei periodi più difficili dell’intera fase post-bipolare. Sul versante statunitense incomprensioni bilaterali si sommano a divergenze di politica regionale, mentre sul versante europeo le datate 2 difficoltà del negoziato per l’ingresso nell’Unione europea si uniscono alle problematiche legate alla liberalizzazione dei visti, alla gestione dei migranti e, non da ultimo, alle conseguenze del tentativo di colpo di stato del 15 luglio 2016.

 


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