La settimana appena trascorsa ha visto la pubblicazione dei nuovi dati OCSE sulle previsioni economiche per il 2020-2021: confermati la gravità della recessione attuale e il recupero solo parziale per il prossimo anno. Un quadro in cui la seconda ondata della pandemia continua a colpire l’Europa, in modo uniforme su tutto il Continente. In tale complicato contesto si inseriscono le negoziazioni per la riforma del MES, con l’Italia che ha ritirato il veto e attende ora una ratifica parlamentare densa di ostacoli.
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Joe Biden ha indicato quattro priorità per la sua presidenza: lotta al coronavirus, ripresa economica, uguaglianza razziale e cambiamenti climatici. Ci possiamo quindi attendere cambiamenti radicali nelle politiche energetiche e climatiche degli Stati Uniti.
Oggi a Varsavia, a partire dalle cinque del pomeriggio, ci sarà una grande manifestazione del movimento di protesta formatosi all’indomani della sentenza, emessa il 23 ottobre dal Tribunale costituzionale polacco, che boccia la legge sull’aborto del 1993 nella parte in cui prevede l’interruzione di gravidanza, entro le 12 settimane, per gravi e irreversibili malformazioni del feto o sindromi che ne minacciano la vita. L’aborto resta possibile solo in presenza di pericolo di vita per la donna incinta o gravidanza dovuta a uno stupro.
La Francia è stata sconvolta da una nuova ondata di terrorismo jihadista. Questa mattina un uomo ha ucciso due persone e ha decapitato una donna nella Cattedrale di Nizza. Altri due presunti attacchi si sono registrati poche ore dopo ad Avignone e nel consolato francese di Gedda, in Arabia Saudita.
Le aree urbane non possono definirsi soltanto habitat aventi il fine di accrescere lo sviluppo economico, sociale e culturale degli esseri umani che vivono al loro interno, ma anche spazi che permettono ai residenti di utilizzare al meglio le risorse disponibili.
Il contrasto al cambiamento climatico sarà un tema cruciale nell’agenda diplomatica italiana almeno fino a fine 2021. L’Italia organizza infatti la COP26 con il Regno Unito e si avvia ad assumere la presidenza del G20 con il motto “Persone, Pianeta e Prosperità“.
Come ogni anno, anche in questo 2020 la Russia ha condotto la propria tradizionale esercitazione militare di livello strategico. L’evento, denominato Kavkaz-2020, ha avuto luogo tra 21 e 26 settembre nel Distretto Militare Sud, il quale si estende sul territorio del Caucaso meridionale fino ad includere Crimea e parte di Mar Nero e Mar Caspio.
Nella tarda mattinata di oggi, nel centro di Parigi, a poca distanza dall’ex sede del giornale satirico Charlie Hebdo (oggetto di un grave attacco terroristico il 7 gennaio 2015), due persone hanno aggredito in strada alcuni passanti a colpi di machete. Due persone sarebbero rimaste ferite, in maniera grave. La polizia ha successivamente fermato i sospetti.
La settimana appena trascorsa ha visto la pubblicazione del Bollettino della BCE. In arrivo da Francoforte dati che sottolineano un quadro economico meno pessimistico, ma che ribadiscono rischi ancora elevati per l’economia dell’Eurozona, prevista in contrazione dell’8% nel 2020 e in ripresa nel 2021, con una stima di crescita del 3,2%. Anche a livello mondiale la panoramica della recessione assume gravità diversa a seconda dell’area, della diffusione dell’epidemia, e delle particolarità della struttura economica dei singoli Paesi.
Combattimenti, diffusione di Covid-19, mancanza di carburante (soprattutto nelle aree degli insorti huthi), insicurezza alimentare e idrica, un disastro ecologico all’orizzonte: sono ormai troppe le variabili che dovrebbero spingere gli yemeniti – e le potenze regionali coinvolte – a far tacere le armi. Eppure, l’obiettivo non è ancora a portata di mano: stavolta, le parole dell’Inviato speciale delle Nazioni Unite Martin Griffiths sono quanto mai nette.