In the wake of the killing of more 300 Muslim worshippers by allegedly Jihadist militants during al-Rawdah massacre in November 2017, President Sisi launched a new military campaign - “Comprehensive Operation-Sinai 2018” - with the aim of putting an end to terrorism and restoring security within three months in turbulent Egypt. The military operation, which precedes the presidential election of March 26-28, 2018, has pursued growing repression of the opposition and militarization of institutions in the country.
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Nelle scorse ore è stata lanciata una vasta operazione di polizia, coordinata dalla Procura di Torino, con arresti e perquisizioni nei confronti di appartenenti agli ambienti dell´estremismo jihadista nel nord Italia.
"We will Conquer your Rome: References to Italy and the Vatican in the Islamic State’s Official Propaganda” is the new study published by the Center on Radicalization and International Terrorism at ISPI. The full-lenght study is available here (PDF).
Con un’operazione di polizia, denominata significativamente “Talis Pater”, il 26 gennaio 2018 le Digos di Milano e di Como hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per due cittadini stranieri, un egiziano di 51 anni, Sayed Fayek Shebl Ahmed, e il figlio di 23 anni, Saged Sayed Fayek Shebl Ahmed, per associazione con finalità di terrorismo.
Il mondo del 2017 ha assistito a grandi “inizi” (anche se non sempre nuovi) e a grandi “conclusioni” (anche se non sempre definitive).
Imprese di stato improduttive, indebitamento, ingerenze politiche e falsificazione di dati statistici hanno caratterizzato l’andamento economico del Nord-Est cinese negli ultimi anni. Le tre province di quella regione, storicamente chiamata Manciuria, hanno rappresentato l’avanguardia dell’industrializzazione nazionale in due occasioni: nella prima metà del Novecento e negli anni ’50-’60 quando il paese cercava il rilancio dopo un secolo di divisioni.
Tutto torna. Nel 2004, gli uomini dell’allora presidente Ali Abdullah Saleh uccisero Husayn al-Huthi, fondatore nonché leader di Ansarullah, il movimento degli insorti del nord (appunto, gli huthi), nel suo feudo di Sa’da, culla dell’insorgenza huthi per l’autonomia territoriale e religiosa. Ieri, 2017, alcuni miliziani huthi hanno assassinato Ali Abdullah Saleh, a Sana’a, sua città e roccaforte, simbolo di un potere ultra-trentennale che ha segnato - e segnerà ancora a lungo - il destino dello Yemen.
Quanto avvenuto negli scorsi giorni in Arabia Saudita sembra confermare la tesi secondo la quale il progressivo estinguersi della lotta allo Stato islamico nella sua dimensione territoriale di Siria e Iraq, lungi dall’aprire un periodo di ricostruzione dell’ordine regionale, si prepara ad aprire una nuova fase di caos.
Il rapporto tra Chiesa e Stato in Russia può essere compreso soltanto sotto la cifra della complessità per il peculiare legame che da sempre ha connesso queste due realtà. L’idea stessa di separazione tra i poteri civile e religioso era estranea alla concezione dello Stato ortodosso su cui era improntato l’impero zarista, che si richiamava all’eredità bizantina della sinfonia tra Stato e Chiesa, secondo cui le sfere d’azione delle due autorità erano distinte ma provenienti da un’unica fonte divina.
Negli ultimi anni l’opinione pubblica mondiale è stata ripetutamente scossa dalla violenza e dalle immagini che hanno accompagnato mediaticamente la rapidissima ascesa ed espansione dell’autoproclamato Stato Islamico[1]. L’attenzione dell’intelligence e del mondo accademico è stata attirata soprattutto dal fenomeno dei foreign terrorist fighters (Ftf) coinvolti nel conflitto siro-iracheno, per le modalità di attivazione e sviluppo, nonché per la mobilitazione raggiunta in brevissimo tempo[2].