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Eleonora Ardemagni is an ISPI Associate Research Fellow (contributing to the MENA Centre since 2013) and her research analysis focuses on political and security issues in Yemen and the Gulf monarchies, and on Arab military forces.
Unprecedented and unpredictable: this is how US President Donald Trump's administration has repeatedly been labelled during its first term. Beyond the frequent tweets and bombastic rhetoric, however, lie a more conventional four years, as the United States navigated an ever-evolving international reality, compounded by a global pandemic and one of the deepest economic recessions in over a century.
Il confronto tra Stati Uniti e Russia ha condizionato, per decenni, gli equilibri geopolitici mondiali. Alternando fasi di conflitto ad altre di distensione, Washington e il Cremlino hanno alimentato ognuno la propria retorica e influenza sulla politica internazionale e le relazioni tra stati. E se l’inchiesta sulla collusione tra Trump e la Russia nelle elezioni del 2016 non ha fornito prove, non ha comunque escluso del tutto il coinvolgimento di Mosca nella sua ascesa alla Casa Bianca.
Una settimana dopo aver annunciato di essere positivo al Covid, Trump riprende la campagna, lancia accuse contro i suoi avversari politici e rifiuta il dibattito virtuale con Biden. E Nancy Pelosi chiede una commissione per valutare lo stato mentale del presidente.
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A livello globale, il Sudan è uno tra i paesi più vulnerabili ai cambiamenti climatici, con una forte esposizione alle calamità naturali – desertificazione, siccità e cicliche inondazioni – che contribuiscono a indebolire la situazione socio-economica delle comunità.
Malgrado la costante ricorrenza di questi fenomeni, ad oggi il paese non si è ancora dotato di un meccanismo di coordinamento a livello nazionale basato su un piano di preparazione, prevenzione e mitigazione dei rischi dei disastri ambientali.
Ogni governo definisce, di solito, gli interessi strategici del Paese mediante un dibattito approfondito, che tiene conto della loro diversa natura. In particolare, tra questi interessi, alcuni sono definiti come “vitali” e “si distinguono dagli altri poiché le Nazioni non sono abitualmente disposte a raggiungere compromessi su di essi e spesso sono preparate a entrare in guerra per sostenerli”[1]
I leader europei hanno raggiunto un accordo storico il 21 luglio scorso a Bruxelles, creando un debito comune per finanziare la ripresa delle nostre economie di fronte alla crisi COVID. Come aspirazione comune, questo "cambio di paradigma" europeo non avrebbe potuto vedere la luce senza lo slancio dato in primavera da Francia e Italia, scrivendo una lettera congiunta di 9 paesi. Insieme, siamo riusciti a reintrodurre questa solidarietà che è il fondamento stesso del progetto di sovranità europea.
Per decenni dal secondo dopoguerra il Medio Oriente è stato il fulcro dell’impegno militare statunitense all’estero: una regione di conflitti apparentemente irrisolvibili, il cui costo sembra ormai troppo alto per gli USA ormai quasi indipendenti dal petrolio del Golfo. Dopo le presidenziali 2020 sarà taglio netto o ritirata controllata?
Prosegue la serie di Focus, in uscita ogni mercoledì, con cui ISPI approfondisce i principali dossier di politica estera che hanno segnato i 4 anni di presidenza Trump, provando a farne un bilancio e a tracciare alcuni scenari futuri.