Peter Ryan is full Professor of Applied Security at the University of Luxembourg since Feb 2009. Since joining the University of Luxembourg he has grown the APSIA (Applied Security and Information Assurance) group that is now more than 25 strong. He has around 25 years of experience in cryptography, information assurance and formal verification. He pioneered the application of process calculi to modelling and analysis of secure systems, in particular presenting the first process algebraic characterization of non-interference taking account of non-determinism (CSFW 1990).
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Laura Cavalli si è laureata in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi nel 2004 (triennale) e nel 2006 (laurea specialistica) ha conseguito il PhD in Economics and Finance of Public Administration (DEFAP) nel 2010. Ha lavorato presso il CERGAS Bocconi dal 2006 al 2008 e dopo esperienze come ricercatore in Germania e Svizzera è stata post-doc 4 anni presso l'Università di Verona impegnata in un progetto finanziato dal Ministero dell'Istruzione (FIRB).
La forte conferma di Orbán e Vucic è un problema per l’UE. I legami economici dei due Paesi filo-russi oscillano pericolosamente tra Bruxelles e Mosca.
Il conflitto in Ucraina sta provocando nuovi problemi alla logistica, mettendo a rischio i traffici lungo le supply chains. Con conseguenze globali e non solo regionali.
Tra le conseguenze economiche del conflitto ci saranno l’aumento dei prezzi e rallentamento della crescita. Cosa farà la BCE? La priorità è evitare la stagflazione.
Nonostante le sanzioni occidentali, la Russia è riuscita a ripagare cinque successive scadenze di debito sovrano giunte a maturazione tra il 16 marzo e il 4 aprile, per un valore complessivo di quasi 3 miliardi di dollari. Ma come è stato possibile che la Banca centrale russa abbia avuto accesso a fondi teoricamente congelati? In realtà, e in particolare quelli in dollari, non erano congelati. Ora, dopo i fatti di Buča, la musica cambia. Ecco perché.
Il parlamento europeo chiede embargo immediato e totale sull’export di energia dalla Russia. Ma Germania, Ungheria e Austria puntano i piedi. Borrell: “Dall’inizio della guerra l'Ue ha pagato 35 miliardi di euro per l'energia russa e solo uno per aiuti all'Ucraina”. Nel frattempo, 93 paesi ONU votano la sospensione della Russia dal Consiglio dei diritti umani.
As the first round of the French presidential elections approaches, a renewed international relevance is the ace up Emmanuel Macron’s sleeve. Provided that he wins both rounds — something he seems well-poised to do — and that he keeps his comfortable majority at the National Assembly, he might successfully challenge Germany’s dominance in Europe.
L’UE è sempre più vicina a vietare le importazioni di carbone dalla Russia. Sarebbe un “colpo” da 5 miliardi di euro, che andrebbe ad aggiungersi ai 3 miliardi sottratti a Mosca proibendo le importazioni di ferro e acciaio a metà marzo.